
Il vento che proviene, a Malta, dalla direzione della Grecia è detto Greco o Grecale, dalla Siria è detto Scirocco, dalla Libia è detto Libeccio, e dalla direzione maestra (magister), quella cioè della nostra penisola, è detto Maestrale.
«Così tra questa immensità s’annega il pensier mio e il naufragar m’è dolce in questo mare». (Giacomo Leopardi)...Einstein said "Imagination is more important then knowledge"



Fig 3
Se la somma riguarda più di due vettori, la regola non cambia ricordando la validità delle proprietà commutativa e associativa della somma (fig. 4).
Fig 4


in questo caso chi avrà più FORZA vincerà.

Nella vita come nella vela la forza è onnipresente,potremo definirla come il "MOTORE" di ogni cosa.
ciao dal vostro vincenzo
Dal mare di Qingdao si attendevano altre barche azzurre ai vertici delle classifiche mondiali come i 470 o i 49er dei fratelli Sibello sfortunati quarti, emerge invece Diego Romero non considerato nei pronostici della vigilia.Immolatasi in partenza la Svezia, seconda in classifica prima del via, che sceglie la tattica suicida di marcare Goodison, il britannico destinato alla medaglia d'Oro, Romero sceglie gli aliti giusti di vento e riesce ad essere davanti al Portogallo, condizione per ambire ad una medaglia. Condizione necessaria ma non sufficiente poichè per il Bronzo è necessario che qualcuno si inserisca tra il Laser italiano e quello portoghese. Lo fa l'argentino Alsogaray ed arriva l'inattesa medaglia di Bronzo.

Il kitesurfing, chiamato anche kitesurf o kiteboarding è una disciplina relativamente recente, nato verso la fine degli anni 90 nelle calde, ventose e paradisiache acque delle isole Hawaii. È in assoluto lo sport acquatico che si sta diffondendo più rapidamente in assoluto. Si pratica con un'apposita tavola e un aquilone (kite o ala) comandato mediante una barra di controllo collegata ad esso da cavi lunghi e sottili in fibra sintetica dyneema.Le condizioni di vento ideali per praticare il kitesurf sono comprese tra i 12 e i 30 Kts (nodi), ed a differenza del windsurf si può normalmente praticare anche con venti deboli. Ovviamente in tali condizioni si useranno aquiloni di dimensioni maggiori. Con le condizioni ideali è possibile praticare lo sport in maniera sicura, planando semplicemente (freeriding), compiendo svariate evoluzioni o tricks (frestyle). E' possible usare il kite sia sulle onde (wavestyle) che su acqua piatta (wakestyle).
Una delle caratteristica principali che ha contribuito alla continua crescità di popolarità di questo sport è senz'altro la velocità con cui si può imparare a planare e in seguito a compiere evoluzioni. Un corso ben sviluppato e della durata di circa 20 ore, può fornire le basi per un inizio di pratica sicura ed autonoma. Per prevenire pericoli, seguire un corso è assolutamente consigliato. Il kitesurf infatti è considerato uno sport estremo e nonostante le moderni apparecchiature abbiano esteso la sicurezza le insidie non solo per chi lo pratica sono decisamente tante.
Per chi vuole iniziare a praticare questo sport, questo è l'elenco delle attrezzature che dovrebbe procurarsi:

La Tavola a vela (detta anche velasurf o windsurf) è uno sport marino o lacustre che consiste nel viaggiare sull'acqua su una piccola tavola grazie all'azione propulsiva determinata del vento sulla vela. Questa è armata su un albero snodato, retto e controllato dal velista - colui, cioè, che la conduce - con il solo ausilio del boma.La tavola a vela è anche una specialità olimpica. Il windsurf è la massima sintesi di una barca. Si può considerare un incrocio fra una barca e un aliante, infatti un windsurf che scivola su una superficie d'acqua è un mezzo che sta volando proprio nel punto d'incontro fra due elementi a densità diversa. La vela/ala è portata dall'aria, la deriva dall'acqua.
Le manovre principali sono:
Per condurre una tavola a vela, non essendoci il timone, bisogna agire sull'inclinazione dell'albero. Per orzare(portare la prua al vento in modo da raggiungere andature che stringono il vento o di bolina) si deve portare più verso poppa il centro velico e quindi inclinare l'albero verso poppa.
Per poggiare(azione inversa e cioè portarsi con la poppa a vento) si inclina l'albero in avanti.
Queste indicazioni sono valide per la navigazione in dislocamento. All'aumentare della velocità, proporzionalmente al tipo di tavola utilizzata (esistono tavole che raggiungono l'equilibrio idrodinamico prima o dopo parlando di velocità) ed alla calibratura della pressione sulla tavola stessa, si raggiunge la condizione di planata durante la quale i cambiamenti di direzione vengono ottenuti inclinando la tavola con i piedi che al momento della planata sono infilati in apposite streps a poppa della tavola, mentre la vela viene mantenuta in una posizione fissa piuttosto arretrata sulla tavola, ottimale per la disposizione dei pesi e per l'efficienza aerodinamica di tutto l'insieme. La planata permette alla tavola di raggiungere velocità tal volta molto rilevanti se si tiene conto che si parla di velocità su acqua.
Una prima classificazione delle tavole da windsurf può essere effettuata in base al volume, direttamente collegato, tramite la legge di Archimede, al peso massimo che la tavola può sostenere al galleggiamento. Chiaramente, più piccola è la tavola minore sarà il volume.
Una tavola con un maggior volume consente di raggiungere la planata anche con venti più leggeri.
Ci sono poi altre discipline che si possono praticare con il windsurf:
Il windsurf nacque da un'idea di James R. Drake nel 1967, il quale, sull'autostrada di San Bernardino, nei dintorni di Los Angeles, pensò di poter continuare a fare surf anche senza le onde, utilizzando una vela collegata alla tavola da onda, già allora molto utilizzata. Drake pensò di unire un boma a wishbonecon un giunto cardanico per governare in piedi una tavola a vela. I materiali utilizzati furono dapprima il legno, la stoffa nautica (la stessa usata per le barche a vela) e alcune corde per imbarcazioni.
Nella categoria delle "regate d'altura" rientrano tutte quelle regate il cui percorso viene solitamente definito facendo uso delle caratteristiche orogenetiche del Campo di regata. In questo caso il campo di regata può essere vastissimo fino a comprendere, come nel caso delle circumnavigazioni terrestri, l'intero globo terrestre. Per completare il percorso delle regate d'altura è quindi richiesto ai concorrenti di aggirare, in senso orario o antiorario, isole, promontori, scogli, o anche continenti. Ovviamente tali regate possono avere durate che vanno da alcune ore fino a mesi e, addirittura, anni.
Le "regate d'altura" possono essere di diversa tipologia in base a vari aspetti:

Una sottocategoria è rappresentata dai Match Race. In tali regate solo due sfidanti si confrontano in una competizione che assume tutti i toni e le caratteristiche di un vero e proprio duello.
Parlare di "sottocategoria" per una tipologia di regata che identifica la più antica competizione velica internazionale, la Coppa America, può sembrare paradossale. Tuttavia va sottolineato che il Match Race moderno condivide solo alcune delle caratteristiche della Coppa America, ma è anche contraddistinto da notevoli differenze.
La principale deriva senz'altro dal fatto che il Match Race prevede l'uso di due imbarcazioni assolutamente identiche (definite dal concetto di One Design) che oltretutto vengono scambiate dai concorrenti fra una prova e l'altra della competizione (che solitamente si svolge su un arco di diverse prove, dette "Round robin").
Tali imbarcazioni sono messe a disposizione dal Comitato Organizzatore e lasciate provare ai concorrenti per un periodo prestabilito ed uguale per tutti i concorrenti.
La partecipazione ai Match Race avviene in genere su invito, sulla base delle Ranking List redatte dalla FIV o dall'ISAF in base ai risultati delle competizioni precedenti, moltiplicati per indici di difficoltà definiti sulla base dell'importanza della competizione e del livello degli altri concorrenti.

Rientrano nella categoria delle "regate costiere" tutte le regate, generalmente della durata di poche ore, che si svolgono lungo percorsi disposti nel "campo di regata" dal Comitato di Regata facendo uso di boe di segnalazione che le imbarcazioni concorrenti devono aggirare per completare il percorso. A dispetto del nome, le "regate costiere" si possono svolgere sia in mare che nei laghi o in ampi corsi d'acqua dolce.
I percorsi, stabiliti dal Regolamento di Regata, vengono di volta in volta orientati dal Comitato di Regata in modo tale che almeno uno dei lati si svolga controvento, al fine di esaltare le capacità velistiche dei concorrenti. Nel caso in cui la direzione del vento cambi durante la competizione, il Comitato di Regata può decidere che il cambiamento era prevedibile, e che abbia favorito i concorrenti che hanno saputo prevederlo adottando una tattica di regata conseguente. In tal caso può decidere di lasciare le boe e il percorso così come sono, oppure di riorientare il campo segnalando ai partecipanti il cambiamento. Questa seconda opzione è quella in genere più adottata. Viceversa Comitato di Regata può stabilire che il cambiamento era imprevedibile e, in quanto tale, ha favorito in maniera assolutamente fortuita una parte dei concorrenti; in tal caso il Comitato di Regata può decidere di convalidare la prova assegnando l'ordine di arrivo all'ultima boa considerata regolare (in genere quando sono stati completati almeno 3 lati del percorso previsto), oppure può decidere di annullare del tutto la prova.
Uno dei percorsi più diffusi è il quadrilatero olimpico, così chiamato perché tipico delle competizioni veliche organizzate durante i giohi olimpici. Il triangolo olimpico è caratterizzato da un primo tratto (detto lato) di bolina (andatura quasi controvento), due successivi tratti al lasco (con vento quasi di poppa) sugli altri due lati del triangolo, quindi un nuovo tratto di bolina seguito da un tratto in poppa piena, e finalmente di nuovo controvento.
I percorsi delle "regate costiere" vengono spesso descritti alfanumericamente, adottando un sistema convenzionale abbastanza diffuso che assegna alla boa di partenza la lettera P, a quella di arrivo la lettera A, alla prima boa (tipicamente la boa di bolina) il numero uno e alle altre boe del percorso i numeri a seguire. Secondo tale convenzione il triangolo olimpico viene definito nel modo seguente: P-1-2-3-1-3-4-A -- in tutto, sei lati.
Nel corso degli anni sono stati sviluppati percorsi di vario genere, rispondenti a varie necessità o caratteristiche delle barche a vela coinvolte nelle diverse competizioni. Si va così da percorsi molto semplici, come quello detto "a bastone" che si svolge lungo due sole boe con un lato di bolina e uno di poppa, a percorsi molto complessi, come quello che venne adottato nella edizione della Coppa America del 1992 in cui le imbarcazioni seguivano un mix tra un percorso a S ed un bastone con arrivo in poppa.